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Alzheimer e Parkinson

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Comprensione delle Malattie Neurodegenerative

Che cosa sono l'Alzheimer e il Parkinson

L'Alzheimer e il Parkinson rappresentano due delle principali malattie neurodegenerative che colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. La malattia di Alzheimer è caratterizzata dalla progressiva perdita di memoria e delle funzioni cognitive, causata dalla degenerazione delle cellule nervose nelle aree del cervello responsabili del pensiero e della memoria. Il morbo di Parkinson, invece, colpisce principalmente il sistema nervoso centrale provocando disturbi del movimento, tremore a riposo, rigidità muscolare e difficoltà nell'equilibrio.

I sintomi dell'Alzheimer includono perdita di memoria, confusione spazio-temporale, difficoltà nel linguaggio e cambiamenti comportamentali. Nel Parkinson, i segni distintivi sono il tremore caratteristico delle mani, la bradicinesia (rallentamento dei movimenti), la rigidità muscolare e l'instabilità posturale. Entrambe le patologie hanno un decorso progressivo che compromette significativamente la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, richiedendo spesso assistenza continua nelle fasi avanzate.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte di queste malattie neurodegenerative rimangono ancora oggetto di studio, ma la ricerca ha identificato diversi fattori di rischio importanti:

  • Età avanzata (principale fattore di rischio per entrambe le patologie)
  • Predisposizione genetica e storia familiare
  • Fattori ambientali come esposizione a tossine
  • Stile di vita sedentario e alimentazione scorretta
  • Traumi cranici ripetuti
  • Presenza di altre condizioni mediche come diabete e ipertensione

L'età rappresenta il fattore di rischio più significativo: l'Alzheimer colpisce prevalentemente persone over 65, mentre il Parkinson può manifestarsi anche prima dei 60 anni. Esistono inoltre differenze di genere nella manifestazione di queste patologie, con l'Alzheimer che mostra una leggera prevalenza nelle donne e il Parkinson negli uomini.

Diagnosi e Monitoraggio

Processo Diagnostico

La diagnosi precoce dell'Alzheimer e del Parkinson è fondamentale per rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita del paziente. Il processo diagnostico inizia tipicamente dal medico di famiglia, che valuterà i sintomi iniziali e indirizzerà il paziente verso specialisti neurologici per approfondimenti specifici.

Per l'Alzheimer, la valutazione include test neuropsicologici per valutare memoria, linguaggio e funzioni esecutive, mentre per il Parkinson si effettuano esami clinici specifici per valutare i disturbi motori. Gli esami strumentali disponibili comprendono risonanza magnetica, tomografia a emissione di positroni (PET) e, in casi selezionati, puntura lombare per l'analisi del liquido cerebrospinale.

Stadiazione delle Malattie

Il monitoraggio della progressione di queste patologie avviene attraverso scale di valutazione standardizzate. Per l'Alzheimer si utilizzano strumenti come il Mini-Mental State Examination (MMSE) e la Clinical Dementia Rating Scale (CDR), che classificano la malattia in stadi da lieve a severo. Nel Parkinson, la scala Hoehn e Yahr valuta la progressione da stadi iniziali con sintomi unilaterali fino alla disabilità severa.

È importante rivolgersi tempestivamente al medico quando si manifestano i primi sintomi sospetti: dimenticanze frequenti, difficoltà nelle attività quotidiane, cambiamenti comportamentali per l'Alzheimer; tremore, rigidità o rallentamento dei movimenti per il Parkinson. Un intervento precoce può fare la differenza nel percorso terapeutico.

Farmaci Disponibili in Italia per l'Alzheimer

Inibitori della Colinesterasi

Gli inibitori della colinesterasi rappresentano la prima linea di trattamento per la malattia di Alzheimer in Italia. Questi farmaci agiscono bloccando l'enzima che degrada l'acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per la memoria e l'apprendimento. Il Donepezil, disponibile come Aricept e Memac, è indicato per tutte le fasi della malattia e può essere assunto una volta al giorno. La Rivastigmina (Exelon, Prometax) è disponibile sia in forma orale che come cerotto transdermico, offrendo maggiore flessibilità nella somministrazione. La Galantamina (Reminyl, Razadyne) presenta un doppio meccanismo d'azione, agendo anche sui recettori nicotinici. Tutti questi farmaci sono prescrivibili dal neurologo e rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale italiano con piano terapeutico specifico.

Antagonisti del Recettore NMDA

La Memantina (Ebixa, Axura) rappresenta un'opzione terapeutica essenziale per gli stadi moderati e severi dell'Alzheimer. Questo farmaco agisce bloccando selettivamente i recettori NMDA, proteggendo i neuroni dall'eccesso di glutammato. La memantina può essere utilizzata in monoterapia o in combinazione con gli inibitori della colinesterasi, offrendo un approccio terapeutico sinergico. La somministrazione inizia con dosaggi ridotti, aumentando gradualmente fino al dosaggio terapeutico ottimale, permettendo una migliore tollerabilità del trattamento.

Terapie di Supporto

Il trattamento dell'Alzheimer richiede un approccio multidisciplinare che include diverse terapie di supporto:

  • Antidepressivi serotoninergici per gestire depressione e agitazione
  • Farmaci per l'insonnia e i disturbi del ritmo sonno-veglia
  • Supplementi di vitamina B12, acido folico e omega-3 per il supporto neurologico
  • Antiossidanti come la vitamina E sotto controllo medico

La farmacia territoriale svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio dell'aderenza terapeutica, fornendo consulenza personalizzata ai caregiver e garantendo la continuità assistenziale attraverso la collaborazione con i centri specialistici.

Farmaci Disponibili in Italia per il Parkinson

Farmaci Dopaminergici

La terapia dopaminergica costituisce il pilastro del trattamento del Parkinson in Italia. La Levodopa/Carbidopa (Sinemet, Madopar) rimane il gold standard, particolarmente efficace sui sintomi motori. La carbidopa impedisce la conversione prematura della levodopa in dopamina al di fuori del cervello, massimizzando l'efficacia terapeutica. Gli agonisti dopaminergici come Pramipexolo e Ropinirolo sono spesso preferiti nei pazienti più giovani per ritardare le complicazioni motorie. Gli inibitori delle MAO-B (Selegilina, Rasagilina) possono essere utilizzati in monoterapia nelle fasi iniziali o in combinazione con altri farmaci. L'assunzione deve rispettare orari precisi per mantenere livelli plasmatici costanti, tipicamente 30-60 minuti prima dei pasti per ottimizzare l'assorbimento.

Terapie Avanzate

Le terapie avanzate per il Parkinson includono diverse classi farmacologiche per situazioni cliniche specifiche. Gli inibitori delle COMT come Entacapone e Tolcapone prolungano l'effetto della levodopa, riducendo le fluttuazioni motorie. Gli anticolinergici sono riservati principalmente per il controllo del tremore in pazienti giovani senza compromissione cognitiva. Per le complicazioni motorie avanzate sono disponibili:

  • Apomorfina per rescue therapy nelle fasi "off"
  • Patch di rotigotina per rilascio continuo
  • Formulazioni a rilascio prolungato di levodopa
  • Amantadina per le discinesie

La gestione degli effetti collaterali richiede particolare attenzione: nausea, ipotensione ortostatica e disturbi del controllo degli impulsi devono essere monitorate costantemente. Il farmacista territoriale fornisce supporto essenziale nell'educazione del paziente, nel riconoscimento precoce degli effetti avversi e nell'ottimizzazione degli orari di somministrazione per massimizzare la qualità di vita.

Gestione Quotidiana e Supporto Familiare

Consigli Pratici per la Vita Quotidiana

La gestione quotidiana di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson richiede un approccio organizzato e consapevole. L'organizzazione della terapia farmacologica rappresenta un aspetto fondamentale: utilizzare portapillole settimanali, impostare promemoria sul telefono e coinvolgere i familiari nella supervisione può fare la differenza nell'efficacia del trattamento.

L'aderenza terapeutica è cruciale per mantenere stabili i livelli dei farmaci nel sangue e garantire il controllo ottimale dei sintomi. È importante assumere i medicinali sempre agli stessi orari e non interrompere mai la terapia senza il consenso del medico, anche in caso di apparente miglioramento.

Per quanto riguarda la gestione degli effetti collaterali comuni, è essenziale monitorare regolarmente i sintomi e comunicare tempestivamente al medico o al farmacista qualsiasi cambiamento. Alcuni effetti, come nausea, vertigini o disturbi del sonno, possono essere attenuati modificando l'orario di assunzione o assumendo i farmaci durante i pasti.

  • Evitare l'assunzione contemporanea di farmaci che possono interferire con la levodopa
  • Prestare attenzione agli antipsicotici che possono peggiorare i sintomi del Parkinson
  • Consultare sempre il farmacista prima di assumere integratori o farmaci da banco
  • Informare tutti i medici specialisti sui farmaci assunti per evitare prescrizioni incompatibili

Supporto ai Caregiver

I caregiver svolgono un ruolo fondamentale nella cura dei pazienti con malattie neurodegenerative. In Italia sono disponibili numerose risorse per supportare le famiglie in questo percorso impegnativo. Le associazioni di pazienti come l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) e l'Associazione Italiana Parkinsoniani offrono gruppi di sostegno, formazione e informazioni aggiornate sulle terapie disponibili.

I servizi socio-sanitari territoriali forniscono assistenza domiciliare integrata, centri diurni e servizi di sollievo per permettere ai caregiver di prendersi cura di se stessi. È importante contattare il proprio Distretto Sanitario per conoscere tutti i servizi disponibili nella propria area.

Per ridurre lo stress del caregiver è fondamentale chiedere aiuto quando necessario, mantenere i propri interessi e hobby, e non trascurare la propria salute fisica e mentale. Partecipare a gruppi di supporto può fornire consigli pratici e sostegno emotivo da parte di chi vive esperienze simili.

Prevenzione e Stili di Vita Salutari

Strategie Preventive

L'alimentazione mediterranea ha dimostrato effetti neuroprotettivi significativi. Una dieta ricca di pesce, olio extravergine d'oliva, frutta, verdura, legumi e cereali integrali può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative. Gli antiossidanti presenti in questi alimenti aiutano a contrastare lo stress ossidativo e l'infiammazione cerebrale.

L'attività fisica regolare rappresenta uno dei fattori protettivi più importanti. Anche una camminata quotidiana di 30 minuti può migliorare la circolazione cerebrale, favorire la neuroplasticità e rallentare il declino cognitivo. Per i pazienti con Parkinson, esercizi specifici possono aiutare a mantenere l'equilibrio e la coordinazione motoria.

La stimolazione cognitiva e sociale attraverso lettura, giochi di strategia, apprendimento di nuove abilità e mantenimento delle relazioni sociali contribuisce a preservare le funzioni cognitive. Partecipare ad attività di gruppo e mantenere una rete sociale attiva rappresenta un fattore protettivo importante.

Il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete, colesterolo alto e fumo è essenziale, poiché la salute vascolare è strettamente collegata alla salute cerebrale. Una buona circolazione sanguigna garantisce l'apporto ottimale di ossigeno e nutrienti al cervello.

Ruolo della Farmacia di Comunità

La farmacia di comunità rappresenta un punto di riferimento fondamentale per i pazienti con malattie neurodegenerative e le loro famiglie. I farmacisti specializzati possono fornire consulenza personalizzata sulla corretta assunzione dei farmaci, suggerire strategie per migliorare l'aderenza terapeutica e identificare precocemente potenziali problemi legati alla terapia.

Il monitoraggio dell'aderenza terapeutica attraverso sistemi di promemoria, confezioni personalizzate e controlli periodici aiuta a garantire l'efficacia del trattamento. I farmacisti possono anche fornire supporto nella scelta di dispositivi facilitatori per l'assunzione dei farmaci, come portapillole automatici o farmaci in formulazioni più facilmente gestibili.

La collaborazione con il team medico è essenziale per ottimizzare la terapia e segnalare tempestivamente eventuali effetti collaterali o problemi di tollerabilità. La farmacia può anche fornire informazioni preziose su ausili per la vita quotidiana, prodotti per l'igiene personale specifici e dispositivi che possono migliorare l'autonomia e la qualità di vita dei pazienti.

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