Il Virus dell'Epatite C (HCV) è un patogeno a RNA che colpisce principalmente il fegato, causando un'infiammazione che può evolvere verso forme croniche. L'HCV si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue infetto, principalmente tramite uso di aghi contaminati, trasfusioni non controllate, procedure mediche non sterili e, più raramente, per via sessuale o dalla madre al feto.
L'infezione può presentarsi in forma acuta, spesso asintomatica, o cronica quando persiste oltre i sei mesi. In Italia, si stima che circa 280.000 persone convivano con l'epatite C cronica, con una prevalenza maggiore nelle regioni meridionali e tra gli over 50.
I sintomi includono affaticamento, dolore addominale, ittero e, nelle forme croniche, possibile evoluzione verso cirrosi o carcinoma epatocellulare.
La diagnosi dell'epatite C si basa su specifici test di laboratorio che permettono di identificare la presenza del virus e valutare l'entità del danno epatico. Il test di screening iniziale è la ricerca degli anticorpi anti-HCV, che indica un'esposizione al virus, seguito dal test HCV-RNA per confermare l'infezione attiva e quantificare la carica virale.
La genotipizzazione del virus è fondamentale per scegliere la terapia più appropriata, identificando uno dei sei genotipi principali dell'HCV. Gli esami di funzionalità epatica (ALT, AST, bilirubina, albumina) valutano il grado di compromissione del fegato, mentre tecniche non invasive come FibroScan hanno largamente sostituito la biopsia epatica.
Il test è raccomandato almeno una volta nella vita per tutti gli adulti e regolarmente per le categorie a rischio.
I Farmaci Antivirali ad Azione Diretta (DAA) rappresentano una rivoluzione nel trattamento dell'epatite C, offrendo cure altamente efficaci con effetti collaterali minimi. Questi farmaci agiscono bloccando specifiche proteine virali essenziali per la replicazione dell'HCV.
Sofosbuvir (Sovaldi) è un inibitore della polimerasi NS5B che blocca la replicazione virale. Viene utilizzato in combinazione con altri farmaci per trattare tutti i genotipi dell'HCV. Ledipasvir/Sofosbuvir (Harvoni) rappresenta una combinazione fissa particolarmente efficace per i genotipi 1, 4, 5 e 6.
Glecaprevir/Pibrentasvir (Maviret) offre un trattamento pan-genotipico, efficace contro tutti i genotipi virali, mentre Sofosbuvir/Velpatasvir (Epclusa) costituisce una terapia universale con elevata barriera genetica alla resistenza.
Ribavirina mantiene un ruolo importante nel trattamento combinato, specialmente in pazienti con cirrosi avanzata o precedenti fallimenti terapeutici.
Le terapie moderne presentano tassi di guarigione superiori al 95% con durate di trattamento di 8-12 settimane. La posologia varia secondo il farmaco specifico e le caratteristiche del paziente, garantendo un'aderenza terapeutica ottimale.
Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce l'accesso gratuito ai farmaci DAA per tutti i pazienti affetti da epatite C cronica, rappresentando un importante successo della sanità pubblica italiana.
I centri di riferimento regionali per l'epatite C coordinano il percorso diagnostico-terapeutico, dalla diagnosi al follow-up post-trattamento. Questi centri specializzati garantiscono un approccio multidisciplinare e personalizzato per ogni paziente.
I programmi di screening nazionali identificano proattivamente i pazienti non diagnosticati, mentre i servizi di supporto sanitario assistono i pazienti durante tutto il percorso terapeutico. I criteri di eleggibilità sono stati progressivamente estesi, permettendo il trattamento di tutti i pazienti con infezione da HCV confermata, indipendentemente dal grado di fibrosi epatica.
I farmaci ad azione antivirale diretta (DAA) utilizzati per il trattamento dell'HCV sono generalmente ben tollerati, ma possono presentare alcuni effetti collaterali. Gli effetti avversi più comuni includono affaticamento, cefalea, nausea e occasionalmente disturbi del sonno. È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci assunti, poiché esistono importanti interazioni farmacologiche, particolarmente con anticoagulanti, immunosoppressori e alcuni antiacidi.
È necessario consultare immediatamente il medico in caso di ittero, dolore addominale severo, febbre alta o segni di reazioni allergiche. Durante la terapia, evitare l'automedicazione e consultare sempre il farmacista prima di assumere nuovi farmaci, inclusi quelli da banco.
La prevenzione dell'HCV si basa principalmente sull'adozione di misure igieniche appropriate. È essenziale evitare la condivisione di oggetti che possano entrare in contatto con il sangue, come rasoi, spazzolini da denti, aghi o strumenti per tatuaggi non sterilizzati. Particolare attenzione deve essere prestata nelle strutture sanitarie e nei rapporti sessuali a rischio.
I pazienti con HCV dovrebbero ricevere le vaccinazioni contro l'epatite A e B per prevenire coinfezioni che potrebbero aggravare il danno epatico. È raccomandato evitare completamente l'alcol durante e dopo il trattamento per favorire la guarigione del fegato.
Il follow-up post-trattamento include controlli periodici per confermare l'eliminazione del virus e monitorare la salute epatica. Il supporto psicologico e la partecipazione a gruppi di aiuto possono essere utili per gestire l'impatto emotivo della malattia.